Altri temi per il BURG basati su SORA-CLEAN

Posted by Ingalex | Posted in GUIDE, LINUX | Posted on 08-02-2010

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Oggi ho provato a cimentarmi nel modificare il tema Sora-clean per creare altri temi per il BURG. Il risultato è quello che vedete  di seguito. In due temi ho reso trasparente il pop-up con le icone dei sistemi operativi.

TEMA AUTUMN

Realizzato con uno sfondo creato da WindyLife. A differenza di Sora-clean è stato reso trasparente il popup centrale.

Qui trovate il file contenente il tema.

 

TEMA GOLDENSEA

Realizzato con uno sfondo creato da tonyelieh.

Qui trovate il file contenente il tema.

 

TEMA ABSTRACT

Realizzato con uno sfondo creato da Serial2305. A differenza di Sora-clean è stato reso trasparente il popup centrale.

Qui trovate il file contenente il tema.


Tutti i diritti relativi alle immagini e ai temi di icone utilizzate sono riservati ai relativi autori.  Gli sfondi utilizzati sono distribuiti dai rispettivi autori sotto licenza CC.

Alcune delle icone inserite nel tema fanno parte del set di icone Boxex vista-like realizzate da TPDKCasimir. Non sono a conoscenza dell’autore del resto delle icone (se ne foste a conoscenza vi pregherei di rendermelo noto).

Fatemi sapere cosa ne pensate di questi temi e nel caso decideste di sbizzarrirvi anche voi nel crearne altri vi pregherei se poteste linkarli fra i commenti. In alternativa se mi forniste i pacchetti relativi ai temi, potrei renderli disponibili sul presente sito. Ovviamente vi prego di fare attenzione ai copyright relativi agli sfondi e ai set di icone inseriti.

BURG: ULTIME NOTIZIE

Posted by Ingalex | Posted in GUIDE, LINUX | Posted on 08-02-2010

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Come avrete notato, in questi giorni Burg ha subito delle modifiche radicali. Inoltre la procedura per l’installazione è cambiata.  Se avete ancora installati i pacchetti grub-pc, grub-common  e grub-emu non verranno aggiornati tramite i repository launchpad. Per installare i nuovi pacchetti vi consiglio di seguire la guida riportata sulla pagina ufficiale del progetto che vi traduco qui di seguito con alcune integrazioni:

Installare BURG in ubuntu karmic/lucid
Qui ci sono i passi per installare BURG (1.98+20100202-1) tramite i pacchetti contenuti nei repository PPA Launchpad.

1. Aggiungete queste righe alla vostra /etc/apt/sources.list a seconda della distribuzione che usate:

Ubuntu Karmic:

deb http://ppa.launchpad.net/bean123ch/burg/ubuntu karmic main

deb-src http://ppa.launchpad.net/bean123ch/burg/ubuntu karmic main

Ubuntu Lucid:

deb http://ppa.launchpad.net/bean123ch/burg/ubuntu lucid main

deb-src http://ppa.launchpad.net/bean123ch/burg/ubuntu lucid main

Installate il Burg e i relativi temi usando il comando:

sudo apt-get update && sudo apt-get install burg burg-themes
Se volete evitare il messaggio di avvertimento per quanto riguarda la chiave mancante, usate questi comandi per importarla:
gpg --keyserver subkeys.pgp.net --recv 55708F1EE06803C5
gpg --export --armor 55708F1EE06803C5 | sudo apt-key add -
Poi installate Burg nel MBR usando il seguente comando:

sudo burg-install "(hd0)" Cambiate hd0 se volete installarlo su un altro disco.

2. Modificate il file di configurazione /etc/default/burg

Per l’ultima versione non c’è bisogno di modificare il file /etc/default/burg. Se state aggiornando da versioni precedenti è raccomandato cambiare i parametri GRUB_THEME e GRUB_FOLD nel modo seguente: GRUB_THEME=saved GRUB_FOLD=saved

Inoltre se lasciate commentata la voce GRUB_GFXMODE=640×480 verrà utilizzata di default la risoluzione 640×480

In alternativa potete decommentare quella riga e sostituire 640×480 con la risoluzione più consona alla vostra scheda video e al vostro schermo (da scegliere fra quelle visualizzate eseguendo il comando vbeinfo dalla console del grub).

Ciò permette di cambiare dinamicamente il tema e le opzioni relative alla cartella.
Poi per generare il file /boot/burg/burg.cfg dovete eseguire:
sudo update-burg
Qui di seguito sono riportate le scorciatoie per la tastiera definite nel menù d’avvio:

t – Apre il menù di selezione del tema

f – Toggle between folding mode n – Salta alla voce seguente con stessa classe

w – Salta alla successiva voce Windows

u – Salta alla successiva voce Ubuntu

e – Modifica il comando della voce corrente di avvio

c – Apri una finestra di terminale

2 – Apri due finestre di terminale

h – Visualizza la finestra di aiuto  (disponibile solo nel tema sora)

i – Visualizza le informazioni sulla finestra (disponibile solo nel tema sora)

q – Ritorna al vecchio menù Grub

F5/ctrl-x – Termina le modifiche

F6 – Cambia la finestra nella modalità a doppio teminale

F7 – Elenca le voci di avvio contenute nella cartella

F8 – Cambia dalla modalità grafica a quella testuale e viceversa

F9 – Spegni

F10 – Riavvia

ESC – esci dal menù o dalla finestra di dialogo corrente

3. Per visualizzare una anteprima live direttamente dal sistema operativo ospite, potete installare opzionalmente il pacchetto burg-emu eseguendo:

sudo apt-get install burg-emu

Per visualizzare l’anteprima con la configurazione corrente, utilizzate il seguente comando:

sudo burg-emu

Per le informazioni su come impostare la risoluzione grafica più consona potete fare riferimento alle precedenti guide: 1 2 3

Osservazioni

Come avrete notato è stato creato un pacchetto apposito contenente i temi ufficiali fino ad ora sviluppati.

Il BURG non viene più installato nella cartella /boot/grub/ ma bensì viene creata una cartella apposita /boot/burg/

I file di configurazione:

/boot/grub/grub.cfg

/etc/default/grub

e la cartella contenente gli script che generano il file /boot/grub/grub.cfg

/etc/burg.d/

sono diventati:

/boot/burg/burg.cfg

/etc/default/burg

/etc/burg.d/

Il vecchio comando update-grub, che usavamo per aggiornare il file /boot/grub/grub.cfg ogni volta che effettuavamo delle modifiche ai temi o a qualche file di configurazione, è stato sostituito da update-burg.

Inoltre i temi non ufficiali creati per le precedenti versioni del BURG devono essere adattati alla nuova struttura del BURG.

Non basta cambiare i riferimenti alle nuove cartelle, anche i nomi dei file vanno modificati. Per esempio lo script che genera il file /boot/burg/burg.cfg cerca il file di configurazione “theme” all’interno delle cartelle contenute in /boot/burg/themes/ per poi aggiungerne la relativa riga nel file /boot/burg/burg.cfg. Se il file di configurazione ha un nome differente non viene riconosciuto.

Inoltre volevo avvisarvi che ho adattato il tema creato dall’utente Orange (Sora clean modificato) in modo da farlo funzionare con questa nuova versione del BURG.

Il tema potete scaricarlo da qui e poi vi basta estrarlo eseguendo:

tar xzf ~/kubuntu.tar.gz

e spostarlo nella cartella /boot/burg/themes/ eseguendo:

mv kubuntu /boot/burg/themes/

Poi aggiornate il file /boot/burg/burg.conf eseguendo:

sudo update-burg

Quindi per impostare il nuovo tema vi basta eseguire:

sudo burg-emu

Premere il tasto “t” per accedere al menù di selezione e poi selezionare il tema preferito (in questo caso kubuntu).

Tanti altri splendidi temi per il Grub2 di BURG

Posted by Ingalex | Posted in GUIDE | Posted on 17-01-2010

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Oggi navigando per la rete sono riuscito a trovare un post interessante nel quale sono riportati una serie di temi per il Grub2 realizzati per ArchLinux. Ovviamente siccome il Grub2 non è una esclusiva di Ubuntu, ma è un bootloader utilizzato da tante altre distribuzioni,  ho provato quei temi anche con il Grub2 installato tramite Ubuntu Karmic Koala. Posso dirvi che i temi funzionano alla perfezione anche se necessitano di qualche adattamento. Inoltre dato che in alcuni compare il logo di ArchLinux, con un semplice editor grafico potete modificare gli sfondi e adattarli alle vostre esigenze, sempre nel rispetto del copyright (GPL2) dei rispettivi autori.

In questo post non posso citare i rispettivi autori perchè non sono stati citati né nel post originale, né laddove sono stati hostati, ma se ne foste a conoscenza, vi sarei grato se poteste comunicarmeli.

Per l’installazione dei temi potete fare riferimento alle altre mie tre guide i cui link sono riportati di seguito al post nella sezione intitolata “Altri post che potrebbero interessarti”. Se riuscite a realizzare altri splendidi temi o vi capita di trovarne altri navigando in rete, vi invito a segnalarli fra i commenti. In questo modo ne potranno usufruire anche tanti altri utenti.


UbuntuGlow

DistroBalls

ElegantArch

PlanePlant

SimplyBlack

ArchSphere

BlueC4D

KubuntuShine

Archlinuxcl

Temi per il Grub2: seconda parte

Posted by Ingalex | Posted in GUIDE | Posted on 16-01-2010

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sora-edited

Come sapete il progetto BURB è sempre in continuo sviluppo e ogni giorno ci sono delle novità. Ancora il Grub di BURG è molto instabile anche se ci consente di sfiziarci con tanti splendidi temi. Qualche giorno fa l’utente Orange mi ha segnalato di aver realizzato, grazie alla mia guida, un nuovo tema per il Grub2 ( a mio avviso il migliore fra quelli attualmente disponibili in rete).

Questo tema è semplicemente una versione modificata del tema SORA-CLEAR, nel quale sono state sostituite le icone e lo sfondo ed è stato elimitato il testo in sovraimpressione alle icone.

Alcune delle icone inserite nel tema fanno parte del set di icone Boxex vista-like realizzate da TPDKCasimir. Non sono a conoscenza dell’autore dello sfondo e del resto delle icone (se ne foste a conoscenza vi pregherei di rendermelo noto).

L’autore del tema in una discussione sul forum italiano di Ubuntu ha adattato la mia guida per l’installazione del suo tema, integrandolo con altre novità.

Il tema è disponibile a questo indirizzo.

Per installare il tema potete seguire per grandi linee il procedimento illustrato nella l’altra mia guida.

Solo che negli ultimi giorni a seguito di alcune modifiche apportate al Grub2 di BURG, i temi, per funzionare correttamente, non vanno più inseriti nella directory /boot/grub , ma bensì nella directory /boot/grub/themes così come la cartella fonts.

Una volta scaricato il file dovete estrarlo eseguendo:

7z x grub2-tema-kubuntu.7z

E poi spostando (come root) la cartella in /boot/grub/ :

sudo mv themes /boot/grub

Oppure potete direttamente estrarre il file in /boot/grub/ eseguendo:

7z x -o /boot/grub 7z x grub2-tema-kubuntu.7z

Poi dovete aggiungere o eventualmente modificare tre righe del file /etc/default/grub :

sudo nano /etc/default/grub

nel modo seguente:

GRUB_THEME=kubuntu
GRUB_GFXMODE=1680x1050x32
GRUB_FOLD=1

Inserendo in GRUB_GFXMODE l’opportuna risoluzione grafica adatta alla vostra scheda video e al vostro schermo.

Come è già sta spiegato nell’altra guida, per determinare le risoluzioni supportate, basta eseguire tramite la console del grub il seguente comando:

vbeinfo

Per applicare le modifiche dopo aver terminato la configurazione, eseguite da terminale il solito:

sudo update-grub

Dopodichè dato che è stato reso disponibile un emulatore del grub nei seguenti repository (gli stessi che contengono il Grub di BURG) :

deb http://ppa.launchpad.net/bean123ch/burg/ubuntu karmic main

deb-src http://ppa.launchpad.net/bean123ch/burg/ubuntu karmic main

Se volete visualizzare un anteprima del tema e verificare eventuali problemi, evitandovi magari qualche dispiacere nel caso di un’errata configurazione, potete installare il pacchetto grub-emu eseguendo:

sudo apt-get install grub-emu

e poi per visualizzare l’anteprima eseguite:

sync ; sudo grub-emu

Vi riporto di seguito una parte della guida di Orange nella quale vengono riportate alcune personalizzazioni, alle quali vi avevo già accennato nella mia guida.

 

Personalizzazione


Come avrete notato nonstante nelle cartelle icons siano presenti le icone, non vengono visualizzate correttamente.
Questo si spiega facilmente aprendo il file /boot/grub/grub.cfg e il file /boot/grub/themes/kubuntu/icons/icons.txt.
Nel file /boot/grub/themes/kubuntu/icons/icons.txt sono definite delle classi in base alle quali vengono visualizzati i diffenti loghi.

class {
Ubuntu { image = “/boot/grub/themes/kubuntu/icons/kubuntu.png:/boot/grub/themes/kubuntu/icons/kubuntu-desktop.png” }
Ubuntu1 { image = “/boot/grub/themes/kubuntu/icons/kubuntu.png:/boot/grub/themes/kubuntu/icons/kubuntu-recovery.png” }
Memtest { image = “/boot/grub/themes/kubuntu/icons/memtest.png:/boot/grub/themes/kubuntu/icons/memtest-desktop.png” }
MacOSX { image = “/boot/grub/themes/kubuntu/icons/macosx.png:/boot/grub/themes/kubuntu/icons/leopard-desktop.png” }
Windows { image = “/boot/grub/themes/kubuntu/icons/windowsxp.png:/boot/grub/themes/kubuntu/icons/windowsxp-desktop.png” }
unknown { image = “/boot/grub/themes/kubuntu/icons/unknow.png:/boot/grub/themes/kubuntu/icons/Unknow-desktop.png” }
Windows1 { image = “/boot/grub/themes/kubuntu/icons/windows7.png:/boot/grub/themes/kubuntu/icons/windows7-desktop.png” }
Windows2 { image = “/boot/grub/themes/kubuntu/icons/vista.png:/boot/grub/themes/kubuntu/icons/windows_vista-desktop.png” }
}

 

N.B: per chi ha Ubuntu e vuole visualizzare l’icona correttamente deve modificare la prima e la seconda riga in questo modo:

 

Ubuntu { image = “/boot/grub/themes/kubuntu/icons/ubuntu.png:/boot/grub/themes/kubuntu/icons/ubuntu-desktop.png” }
Ubuntu1 { image = “/boot/grub/themes/kubuntu/icons/ubuntu.png:/boot/grub/themes/kubuntu/icons/kubuntu-recovery.png” }

 

se volete migliorare ulteriormente l’aspetto bisognerà a modificare /boot/grub/grub.cfg che ci permetterà di aggiungere classi, però ogni volta che si aggiorna il grub o il kernel si devono rifare questi cambiamenti.
Nel /boot/grub/grub.cfg si può vedere che ogni entry del menù del grub è associato ad una classe.Le due voci relative a Ubuntu sono associate alla classe linux:

 

### BEGIN /etc/grub.d/10_linux ###
menuentry “Ubuntu GNU/Linux, with Linux 2.6.32-020632-generic” –-class Ubuntu –menu menu_Ubuntu {
insmod ext2
set root=(hd0,5)
search –no-floppy –fs-uuid –set dfd3610b-2bb6-4e89-aa7a-e7f70540bebc
linux /boot/vmlinuz-2.6.32-020632-generic root=UUID=dfd3610b-2bb6-4e89-aa7a-e7f70540bebc ro quiet splash
initrd /boot/initrd.img-2.6.32-020632-generic
}
menuentry “Ubuntu GNU/Linux, with Linux 2.6.32-020632-generic (recovery mode)” –-class Ubuntu1 –menu menu_Ubuntu {
insmod ext2
set root=(hd0,5)
search –no-floppy –fs-uuid –set dfd3610b-2bb6-4e89-aa7a-e7f70540bebc
linux /boot/vmlinuz-2.6.32-020632-generic root=UUID=dfd3610b-2bb6-4e89-aa7a-e7f70540bebc ro single
initrd /boot/initrd.img-2.6.32-020632-generic
}
### END /etc/grub.d/10_linux ###

 

– class Ubuntu1 (il recovery mode per capirci) è stata modificata in modo da avere una diversa icona quando selezionato.

la parte del file /boot/grub/grub.conf da cambiare:

 

### BEGIN /etc/grub.d/20_memtest86+ ###
menuentry “Memory test (memtest86+)” –class Memtest {
linux16 /boot/memtest86+.bin
}
menuentry “Memory test (memtest86+, serial console 115200)” –class Memtest {
linux16 /boot/memtest86+.bin console=ttyS0,115200n8
}
### END /etc/grub.d/20_memtest86+ ###

 

dovete aggiungere –class Memtest se volete visualizzare correttamente l’icona a essa associata. 
La parte degli altri sistemi operativi:

 

### BEGIN /etc/grub.d/30_os-prober ###
menuentry “Windows XP (on /dev/sdb1)” –class Windows {
insmod ntfs
set root=(hd1,1)
search –no-floppy –fs-uuid –set 0cb4f6fdb4f6e85a
drivemap -s (hd0) ${root}
chainloader +1
}
menuentry “Mac OS X (on /dev/sdc1)” –class MacOSX {
insmod hfsplus
set root=(hd2,1)
search –no-floppy –fs-uuid –set f8bfb559c77b9402
chainloader +1
}
menuentry “Windows 7 (loader) (on /dev/sdd1)” –class Windows1 {
insmod ntfs
set root=(hd3,1)
search –no-floppy –fs-uuid –set 3a382c45382c028d
chainloader +1
}
menuentry “Windows Vista (loader) (on /dev/sde1)” –class Windows2 {
insmod ntfs
set root=(hd4,1)
search –no-floppy –fs-uuid –set 3a382c45382c028d
chainloader +1
}





### END /etc/grub.d/30_os-prober ###





 

Le classi per windows e mac (se ce li avete installati naturalmente) che dovete associare come vedete, o modificare il file /boot/grub/themes/kubuntu/icons/icons.txt in modo che possano combaciare.

Ora che avete modificato il tutto potete vedere come vi è venuto il vostro grub:

sync ; sudo grub-emu

In fine se volete cambiare lo sfondo basta sostituire l’immagine che sta /boot/grub/themes/kubuntu/background.png

Guida all’installazione e alla configurazione dei temi per il Grub2

Posted by Ingalex | Posted in GUIDE | Posted on 05-01-2010

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Dato che il procedimento spiegato nella guida “BURG E I TEMI PER IL GRUB2“, tradotto a partire dalla documentazione ufficiale di Ubuntu, non aveva esito positivo per tutti gli utenti, me compreso ho deciso di scrivere una seconda guida su questo argomento.

La differenza con la guida precedente è che questa guida nasce dall’integrazione di una serie di guide, tutorial, esperienze personali, ricerche effettuate in differenti forum (le cui fonti sono citate a fine post).

Abbiamo già visto in precedenza che BURG è l’acronimo di Brand-new Universal loader dal GRUB. E’ basato sul GRUB, e aggiunge nuove funzionalità, come nuovi formati di oggetti e menu di sistema configurabili.

Prima di tutto accertatevi di aver rimosso tutte le precedenti versioni del grub ed eventuali file di configurazione.


Installazione tramite pacchetti binari


1) Aggiungere questa riga alla vostra /etc/apt/sources.list:

deb http://ppa.launchpad.net/bean123ch/burg/ubuntu karmic main

deb-src http://ppa.launchpad.net/bean123ch/burg/ubuntu karmic main

Per farlo basta eseguire tramite terminale:

sudo add-apt-repository ppa:bean123ch/burg

Poi usate i seguenti comandi per scaricare e installare i pacchetti:

sudo apt-get update && sudo apt-get dist-upgrade

sudo apt-get install grub-pc

Dopo di ciò, dovete installare il nuovo boot manager nel MBR o partizione del settore d’avvio, per esempio:

sudo grub-install "(hd0)"

sudo update-grub

Ogni volta che effettuate qualche modifica alla configurazione del grub dovete sempre aggiornare tramite “sudo update-grub”.


Configurazione Tema


SORA

CLEAR

SORA STANDARD THEME SORA CLEAR THEME
EXTENDED

SORA EXTENDED THEME PROTO THEME
ubuntu

WINTER

UBUNTU THEME WINTER THEME

ubuntu2

UBUNTU2 THEME


Prima di tutto dovete scaricare il pacchetto relativo al tema che volete installare.

Il tema Sora è disponibile in tre versioni standard, clear e extended e potete scaricarlo tramite questo link.

I temi Ubuntu, Proto e Winter potete scaricarli tramite questo link.

Poi esiste un altro tema chiamato Chiva del quale non ho trovato nessuna anteprima e che non ho ancora provato, ma che potete scaricare da questo link.

Invece a questo link trovate oltre ai temi Ubuntu, Proto e Winter anche il tema Ubuntu2.

Per ora non ho trovato altri temi per il Grub2 in rete, però se volete potete sempre provare a modificare quelli già esistenti oppure crearne di nuovi seguendo queste guide:

Prima di fare qualsiasi modifica alla configurazione del grub riavviate il vostro pc. Una volta arrivati al Grub2 digitate “c” per passare alla console del Grub2. Nella console eseguite il comando:

vbeinfo

A questo punto vi verranno visualizzate tutte le risoluzioni supportate dal Grub2 che cambiano ovviamente in base alla vostra scheda video.

Per esempio vi riporto solo alcune delle risoluzioni supportate dalla mia scheda video:

640×400x8

640×480x8

800×600x8

1024×768x8

1280×1024x8

640×400x16

640×480x16

800×600x16

1024×768x16

1280×1024x16

…….x…….x….

Scegliete fra quelle elencate una risoluzione che meglio si adatta al vostro schermo ricordando che i primi due valori corrispondono alla risoluzione vera e propria mentre il terzo valore corrisponde all’ampiezza di banda passante dello slot espressa in bits.

Nel mio caso ho considerato come risoluzione: 1280×1024x8

Una volta esserci annotati con precisione la risoluzione, premiamo “Esc” oppure digitiamo “reboot” e poi invio per tornare al menù e poi bootiamo in Ubuntu.

Prima di tutto ci creaiamo una copia di backup dell’attuale configurazione funzionante:

sudo cp /boot/grub/grub.cfg /boot/grub/grub.cfg.backup

Ora estraiamo i temi tramite il menù contestuale del vostro file manager preferito (nautilus, dolphin, konquer, krusader…) oppure tramite terminale eseguendo a seconda del tema scelto:

sudo tar xzf ~/theme_sora.tar.gz

sudo tar xzf ~/theme_default.tar.gz

sudo tar xzf ~/theme_chiva.tar.gz

sudo tar xzf ~/grub-themes-src-2008-08-15.tgz

Tenete presente che a prescindere dal tema da voi scelto dovete comunque scaricare il file theme_default.tar.gz perchè contiene i fonts che vengono utilizzati anche dagli altri temi.

Da questo punto in poi vi spiegherò il procedimento per quanto riguarda il tema sora, ma è analogo per gli altri temi.

Rinominate come themes la cartella in cui avete estratto theme_default.tar.gz poi spostate la cartella in /boot/grub/

sudo mv themes /boot/grub/

Spostate la cartella fonts presente in themes al livello superiore cioè da /boot/grub/themes/ a /boot/grub/

sudo mv /boot/grub/themes/fonts /boot/grub/

Poi spostate in /boot/grub anche la cartella sora precedentemente estratta:

sudo mv sora /boot/grub/

La cartella sora contiene al tema standard anche le cartelle relative alle varianti extended e clear. Per poter utilizzare le due varianti del tema dovete spostare le cartelle extended e clear in /boot/grub/ :

sudo mv /boot/grub/sora/extended /boot/grub/

sudo mv /boot/grub/sora/clear /boot/grub/

Ora aprite il file /etc/default/grub con il vostro editor di testo preferito (nano, gedit, kate…):

sudo nano /etc/default/grub

e incollate in coda al file le seguenti righe:

GRUB_THEME=sora

GRUB_GFXMODE=1280x1024x8

Dove sora è il nome del tema scelto (che potete sostituire con extended o clear a seconda del tema da visualizzare), mentre 1280×1024x8 è la risoluzione che avete precedentemente annotato. Salvate il file e uscite dall’editor di testo.

Ora aprite il file /boot/grub/sora/theme.cfg :

sudo nano /boot/grub/sora/theme.cfg

Dato che abbiamo spostato la cartella fonts dobbiamo cambiare i riferimenti nella sezione “# Load Fonts” da così:

# Load Fonts

#loadfont /boot/grub/sora/fonts/unifont.pf2

#loadfont /boot/grub/sora/fonts/Helvetica-10.pf2

#loadfont /boot/grub/sora/fonts/Helvetica-Bold-12.pf2

#loadfont /boot/grub/sora/fonts/Helvetica-Bold-14.pf2

a così:

# Load Fonts

#loadfont /boot/grub/fonts/unifont.pf2

#loadfont /boot/grub/fonts/Helvetica-10.pf2

#loadfont /boot/grub/fonts/Helvetica-Bold-12.pf2

#loadfont /boot/grub/fonts/Helvetica-Bold-14.pf2

Salvate e uscite dall’editor di testo.

A seconda che utilizziate gnome o kde installate i pacchetti gettext o gettext-kde (Utilità GNU per l’internazionalizzazione):

sudo apt-get install gettext

oppure

sudo apt-get install gettext-kde

Ora aggiornate la configurazione del Grub2 eseguendo:

sudo update-grub


Personalizzazione


Come avrete notato nonstante nelle cartelle icons e icons-nopop siano presenti i loghi di Ubuntu al posto di questi simboli nel menù del grub appare come logo il pinguino Tux.

Questo si spiega facilmente aprendo il file /boot/grub/grub.cfg e il file /boot/grub/sora/icons/icons.txt.

Nel file /boot/grub/sora/icons/icons.txt sono definite delle classi in base alle quali vengono visualizzati i diffenti loghi.

class {

ubuntu { image = “${prefix}/sora/icons/button-ubuntu.png:${prefix}/sora/icons/button-ubuntu-hover.png” }

linux { image = “${prefix}/sora/icons/button-linux.png:${prefix}/sora/icons/button-linux-hover.png” }

osx { image = “${prefix}/sora/icons/button-osx.png:${prefix}/sora/icons/button-osx-hover.png” }

windows { image = “${prefix}/sora/icons/button-windows.png:${prefix}/sora/icons/button-windows-hover.png” }

unknown { image = “${prefix}/sora/icons/button-unknown.png:${prefix}/sora/icons/button-unknown-hover.png” }

}

Nel /boot/grub/grub.cfg si può vedere che ogni entry del menù del grub è associato ad una classe.

Le due voci relative a Ubuntu sono associate alla classe linux:

### BEGIN /etc/grub.d/10_linux ###

menuentry “Ubuntu GNU/Linux, with Linux 2.6.32-020632-generic” –class linux {

insmod ext2

set root=(hd0,5)

search –no-floppy –fs-uuid –set dfd3610b-2bb6-4e89-aa7a-e7f70540bebc

linux /boot/vmlinuz-2.6.32-020632-generic root=UUID=dfd3610b-2bb6-4e89-aa7a-e7f70540bebc ro quiet splash

initrd /boot/initrd.img-2.6.32-020632-generic

}

menuentry “Ubuntu GNU/Linux, with Linux 2.6.32-020632-generic (recovery mode)” –class linux {

insmod ext2

set root=(hd0,5)

search –no-floppy –fs-uuid –set dfd3610b-2bb6-4e89-aa7a-e7f70540bebc

linux /boot/vmlinuz-2.6.32-020632-generic root=UUID=dfd3610b-2bb6-4e89-aa7a-e7f70540bebc ro single

initrd /boot/initrd.img-2.6.32-020632-generic

}

### END /etc/grub.d/10_linux ###

Quindi per fare apparire il logo di Ubuntu basta modificare la classe da linux a ubuntu. Stesso ragionamento vale per la entry relativa a Windows (–class windows).

Allo stesso modo così come ho fatto anche io, se usate Kubuntu e volete visulizzare il logo di Kubuntu nel Grub2 dovete creare i nuovi loghi da visualizzare per Kubuntu.

In particolare dovete crere 4 loghi in formato png con sfondo trasparente delle seguenti dimensioni:

120×120 pixel in versione colorata (button-kubuntu-hover.png) e in versione bianco e nero (button-kubuntu.png) da piazzare nella directory /boot/grub/sora/icons/icons.txt

80×80 pixel in versione colorata (button-kubuntu-hover.png) e in versione bianco e nero (button-kubuntu.png) da piazzare nella directory /boot/grub/sora/icons-nopop/icons.txt

Poi aggiungete una nuova classe nei file /boot/grub/sora/icons/icons.txt e nel file /boot/grub/sora/icons-nopop/icons.txt con i riferimenti ai nuovi loghi:

/boot/grub/sora/icons/icons.txt :

class {

kubuntu { image = “${prefix}/sora/icons/button-kubuntu.png:${prefix}/sora/icons/button-kubuntu-hover.png” }

ubuntu { image = “${prefix}/sora/icons/button-ubuntu.png:${prefix}/sora/icons/button-ubuntu-hover.png” }

linux { image = “${prefix}/sora/icons/button-linux.png:${prefix}/sora/icons/button-linux-hover.png” }

osx { image = “${prefix}/sora/icons/button-osx.png:${prefix}/sora/icons/button-osx-hover.png” }

windows { image = “${prefix}/sora/icons/button-windows.png:${prefix}/sora/icons/button-windows-hover.png” }

unknown { image = “${prefix}/sora/icons/button-unknown.png:${prefix}/sora/icons/button-unknown-hover.png” }

}

/boot/grub/sora/icons-nopop/icons.txt :

class {

kubuntu { image = “${prefix}/sora/icons-nopop/button-kubuntu.png:${prefix}/sora/icons-nopop/button-kubuntu-hover.png” }

ubuntu { image = “${prefix}/sora/icons-nopop/button-ubuntu.png:${prefix}/sora/icons-nopop/button-ubuntu-hover.png” }

linux { image = “${prefix}/sora/icons-nopop/button-linux.png:${prefix}/sora/icons-nopop/button-linux-hover.png” }

osx { image = “${prefix}/sora/icons-nopop/button-osx.png:${prefix}/sora/icons-nopop/button-osx-hover.png” }

windows { image = “${prefix}/sora/icons-nopop/button-windows.png:${prefix}/sora/icons-nopop/button-windows-hover.png” }

unknown { image = “${prefix}/sora/icons-nopop/button-unknown.png:${prefix}/sora/icons-nopop/button-unknown-hover.png” }

}

Poi modificate nel file /boot/grub/grub.cfg anche la classe associata alla entry (voce di menù) relativa a Kubuntu:

### BEGIN /etc/grub.d/10_linux ###

menuentry “Ubuntu GNU/Linux, with Linux 2.6.32-020632-generic” –class kubuntu {

insmod ext2

set root=(hd0,5)

search –no-floppy –fs-uuid –set dfd3610b-2bb6-4e89-aa7a-e7f70540bebc

linux /boot/vmlinuz-2.6.32-020632-generic root=UUID=dfd3610b-2bb6-4e89-aa7a-e7f70540bebc ro quiet splash

initrd /boot/initrd.img-2.6.32-020632-generic

}

menuentry “Ubuntu GNU/Linux, with Linux 2.6.32-020632-generic (recovery mode)” –class kubuntu {

insmod ext2

set root=(hd0,5)

search –no-floppy –fs-uuid –set dfd3610b-2bb6-4e89-aa7a-e7f70540bebc

linux /boot/vmlinuz-2.6.32-020632-generic root=UUID=dfd3610b-2bb6-4e89-aa7a-e7f70540bebc ro single

initrd /boot/initrd.img-2.6.32-020632-generic

}

### END /etc/grub.d/10_linux ###

ATTENZIONE: E’ sempre meglio conservarvi una copia di backup del file /boot/grub/grub.cfg in quanto tale file non dovrebbe essere editato così come è scritto ad inizio file (# DO NOT EDIT THIS FILE) visto che viene generato automaticamente da “/usr/sbin/grub-mkconfig” ogni volta che eseguiamo “sudo update-grub” oppure ogni volta che installiamo un nuovo kernel. Se abbiamo una copia di backup possiamo eventualmente ripristinare le modifiche perse.

In alternativa per rendere le modifiche persistenti potete andare ad editare i file /etc/grub.d/10_linux (e modificare la classe da “linux” in “ubuntu” o “kubuntu) per quanto riguarda K/Ubuntu e /etc/grub.d/30_os-prober per quanto riguarda windows (aggiungendo la classe “–class windows”) e gli altri sistemi operativi. In questo modo quando si effettuerà “sudo update-grub” non perderete le modifiche effettuate.

Inoltre se effenduando delle modifiche ai file di configurazione del grub, il grub stesso non dovesse partire a causa di una errata configurazione vi si può porre rimedio in due modi.

O tramite la console del grub si carica il backup di una configurazione funzionante del grub (grub.cfg):

configfile (hd0,X)/boot/grub/grub.conf.backup

Dove la X va sostituita con il numero identificativo della partizione dove si trova Ubuntu (nel mio caso (hd0,5) .Poi si avvia Ubuntu e si cerca di correggere i possibili errori di configurazione.

Oppure dovete accedere tramite il cd live di Ubuntu ed editare usando nano il file /boot/grub/grub.cfg commentando o eliminando le righe del file header (contenute tra ### BEGIN /etc/grub.d/00_header ### e ### END /etc/grub.d/00_header ###, tranne l’ultima (set timeout=5)). Una volta riavviato dovrebbe essere visualizzato il vecchio grub. Quindi entrate in Ubuntu e cercate di porre rimedio ripristinando eventuali modifiche effettuate ai file di configurazione del grub.

Per esempio potete commentare le ultime due righe che avevate aggiunto al file /etc/default/grub oppure se avete inserito una risoluzione errata provate a cambiare risoluzione.

___________________________________________________________

Se riuscite a creare qualche bel tema per il grub vi sarei grato se poteste notificarmelo nei commenti oppure inviandomi un messaggio tramite il form di contatto. In questo modo potrei linkare il tema in questa guida.

FONTI:

Come inviare e ricevere file criptati con una chiave GPG

Posted by Ingalex | Posted in GUIDE | Posted on 04-01-2010

0

Sempre rimanendo in tema con le chiavi GPG ho trovato un altro post molto interessante sul blog blogs.koolwal.net che ho deciso di tradurvi.

Tramite questa guida impareremo a usare le chiavi GPG per inviare e ricevere file criptati.

Supponiamo di voler inviare un messaggio criptato o un file criptato a un amico.

Indichiamo come:

Persona 1 – mittente

Persona 2 – destinatario

Supponiamo che la Persona 1 voglia inviare alla Persona 2 un file criptato chiamato account.txt. Supponiamo che il file account.txt contenga dei dati sensibili che vogliamo proteggere. Per esempio:

Numero di conto bancario: 12345678
Importo della transazione:  500,000 €

Procedimento per la Persona 1

  • Passo1: Importare la chiave della Persona 2

    Il primo passo consiste nell’importare nel proprio sistema la chiave pubblica della persona (Persona 2) alla quale si vuole inviare il file segreto. Ciò può essere effettuato in due modi:

    Metodo 1:

    Importare la chiave pubblica della Persona 2 usando un file che può essere stato inviato tramite email.  Supponiamo che il file si chiami persona2_pub_key.txt.  Eseguite il seguente comando per importarla:

    persona1:~# gpg --import persona2_pub_key.txt

    Nota:  Si suppone che che la Persona 2 abbia precedentemente generato una coppia di chiavi pubblica/privata (seguendo questa guida) e che in seguito la chiave sia stata esportata nel file persona2_pub_key.txt.

    Metodo 2:

    Un altro metodo consiste nel cercare la chiave pubblica della Persona 2 su un GPG keyserver. Ovviamente è possibile usare questo metodo unicamente se la Persona 2 ha inviato la chiave su un GPG keyserver e a patto che sia noto anche l’indirizzo del keyserver. Potete cercare la chiave della  Persona 2 usando alternativamente i seguenti comandi:

    persona1:~# gpg --search-keys --keyserver hkp://subkeys.pgp.net 'person2@abc.com'
    oppure
    person1:~# gpg --search-keys --keyserver hkp://subkeys.pgp.net 'Person 2 name'
    oppure
    person1:~# gpg --search-keys --keyserver hkp://subkeys.pgp.net 'Key-ID'

    Generalmente potete effettuare la ricerca indifferentemente in base al nome della Persona 2 , email o Key ID.

    Come risultato della ricerca dovreste ricevere un output di questo tipo:

    gpg: requesting key EE6E8046 from hkp server subkeys.pgp.net
    gpg: key EE6E8046: “Persona 2 nome (Public Key) persona2@abc.com” not changed
    gpg: Total number processed: 1
    gpg:              unchanged: 1

  • Passo 2: Verificare l’importazione della chiave

    Per verificare che la chiave relativa alla Persona 2 sia stata importata con successo nel nostro sistema, basta eseguire il seguente comando:

    person1:~# gpg --list-keys

    in tal modo dovrebbe essere visualizzato qualcosa di questo tipo:

    /root/.gnupg/pubring.gpg
    ————————
    pub   1024D/E4635BBE 2009-03-16
    uid                  John Doe (My first key) <gpg@abc.com>
    sub   2048g/0AC353C2 2009-03-16

    pub   1024D/EE6E8046 2009-02-20
    uid                  Persona 2 name (My GPG key) persona2@abc.com
    sub   2048g/AE3B1BD4 2009-02-20

    Le informazione della seconda chiave (riportate in corsivo) sono quelle relative alla Persona 2 alla quale intendiamo inviare il file criptato.

  • Passo 3: Encrypt the file using your private key

    Ora siamo pronti per criptare il file usando la chiave pubblica della Persona 2 seguendo i passi seguenti:

    persona1:~# gpg --encrypt --recipient 'persona2@abc.com' account.txt

    Nota: Potreste avere qualche messaggio di avvertimento riguardante l’autenticità della chiave pubblica. Semplicemente ignorateli digitando “y” dato che stiamo supponendo che Persona 2 sia una persona fidata.

    In questo modo verrà creato un file nominato account.txt.gpg. Questo è il file criptato e se provate a usare un editor di testo, vedrete solo una sequenza di simboli e le lettere  incomprensibile a conferma del fatto che il processo di criptazione ha avuto successo.

  • Passo 4:  Inviare il file criptato alla Persona 2

    Ora è possibile inviare il file criptato alla Persona 2 come allegato tramite email oppure tramite un qualsiasi dispositivo di memorizzazione dati.  Una volta che la Persona 1 ha inviato il file alla Persona 2 , il lavoro della Persona 1 è completato e ora la Persona 2 deve fare la sua parte per decriptare il file e renderlo leggibile.

Procedimento per la Persona 2

  • Ora la Persona 2 deve ripetere i gli stessi Passi 1 e 2 riportati sopra con l’eccezione che le informazioni della Persona 2 devono essere sostituite con quelle dalla Persona 1.  In pratica bisogna prima importare la chiave pubblica della Persona 1 e verificare che sia stata importata con successo. Questi passi sono riassunti qui di seguito:

    persona2:~# gpg --import persona1_pub_key.txt
    oppure
    persona2:~# gpg --search-keys --keyserver hkp://subkeys.pgp.net 'gpg@abc.com'
    persona2:~# gpg --list-keys

    Decriptare il file

    Finalmente la Person 2 può decriptare il file account.txt.gpg con il seguente comando:

    persona2:~# gpg --output account.txt --decrypt account.txt.gpg

    Vi verrà richiesta la votra passphrase per poter decriptare il file. Dopo aver inserito la passphrase potrete vedere un file chiamato account.txt (come specificato nella –output option nel comando riportato sopra) e potrete visualizzarne il contenuto con un editor di testo.

    persona2:~# less account.txt

    Numero di conto bancario: 12345678

    Importo della transazione:  500,000 €
    account.txt (END)

Questo è tutto. Persona 2 sarà felice di ricevere il messaggio con tutti i dettagli importanti e potrà ringrazione la Persona 1.

Uniformare lo stile delle applicazioni Qt in Ubuntu con gtkstyle e uniformUI

Posted by LoSfuso | Posted in GUIDE | Posted on 02-01-2010

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Tipo Arch Nome Pacchetto Versione Download Dowloads Diretti
deb all gtkstyle 0.902b 95
deb i386 gtkstyle 0.902b 103
deb amd64 gtkstyle 0.902b 68

 

Siete degli utilizzatori di Ubuntu Karmic Koala, ma non potete fare a meno di utilizzare applicazioni KDE sulla vostra Linux box? Avete installato l’ultima versione della vostra applicazione preferita, ma è basata sulle librerie QT? Se avete risposto sì ad almeno una delle due domande allora avrete anche notato che le applicazioni KDE si integrano male, dal punto di vista grafico, in Gnome, come potete notare in figura.

L'aspetto di default di un'applicazione Qt3 in Gnome

Questo perchè utilizzano delle librerie grafiche, e dunque hanno un look and feel, differente. Per uniformare l’aspetto delle vostre applicazioni arriva in aiuto gtkstyle. La versione di gtkstyle che è stata compilata e pacchettizzata è l’ultima revisione presente nei repository svn relativi al sito ufficiale Qt Labs. Gtkstyle è un pacchetto che vi permette di configurare l’aspetto grafico delle applicazioni QT anche se utilizzate Gnome.  Basterà installare il pacchetto .deb seguendo la procedura seguente:

  • Scaricate dalla tabella riportata all’inizio del post il pacchetto gtkstyle adatto all’architettura del vostro processore ed eseguite:


    sudo dpkg -i gtkstyle*

  • In alternativa se volete installare il pacchetto tramite repository di questo sito dovete aggiungere la seguente riga alla vostra sources.list:

    deb http://www.sourceslist.eu/repo/ubuntu karmic main non-free

    oppure eseguite da terminale la seguente riga di codice:

    echo "deb http://www.sourceslist.eu/repo/ubuntu karmic main non-free" | sudo tee -a /etc/apt/sources.list

    poi autentificate il repository aggiungendo la chiave gpg eseguendo:

    sudo gpg --keyserver hkp://pgp.mit.edu --recv-keys FA088BA5 && sudo gpg --armor --export FA088BA5 | sudo apt-key add -

    oppure:

    wget http://www.sourceslist.eu/?download=public.key -O- | sudo apt-key add -

    Ora potete installare il pacchetto gktstyle eseguendo tramite terminale:

    sudo apt-get update && sudo apt-get install gtkstyle

Pazientate finchè non termina l’installazione. Una volta terminata l’installazione del .deb e delle dipendenze, troverete una nuova voce, ”Impostazioni Qt 4” nel menù Sistema->Preferenze. Scegliete GTK nel menù a tendina GUI style. Poi cliccate su File – > Save.

La finestra di "Impostazioni Qt4"

Inoltre Ingalex ha incluso nel pacchetto .deb anche lo script di Andrea Lazzarotto uniformUI, che permette di adattare lo stile delle vostre applicazioni qt3, qt4, kde3, kde4 a quello della vostra Ubuntu.

Lo scritto può essere eseguito in due modalità: system mode e user mode. Come spiega lo stesso Andrea Lazzarotto:

Per quanto riguarda le due modalità, quella predefinita è la system mode. Ciò significa che cambierà lo stile in modo che per tutti gli utenti sia almeno sufficientemente integrato. Questo non vale per i colori naturalmente, perché ogni utente può usare un tema con colori diversi perciò sarebbe inutile. La scelta migliore è che ogni utente esegua lo script in system mode ogni volta che cambia tema. Per agire in user mode bisogna passare l’opzione -u allo script.

Quindi una volta terminata l’installazione del pacchetto per eseguire lo script in modalità system mode vi basta eseguire da terminale il comando:

uniformUI

Altrimenti se lo volete utilizzare in modalità user mode vi basta eseguire:

uniformUI -u

L'aspetto di una applicazione Qt3 in Gnome, dopo le modifiche apportate

L'aspetto di una applicazione Qt3 in Gnome, dopo le modifiche apportate

Backup, ripristino, revoca e cancellazione delle chiavi GPG/PGP in Debian e distribuzioni derivate

Posted by Ingalex | Posted in GUIDE | Posted on 02-01-2010

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Navigando per la rete ho trovato un post molto interessante che ho deciso di tradurvi effettuando qualche integrazione, ritenendo possa tornare utile a molti.

Backup della coppia di chiavi pubblica/privata

 

Supponiamo che abbiate generato una coppia di chiavi pubblica/privata (seguendo questa guida).

Supponiamo in oltre che abbiate bisogno di effettuare un backup delle chiavi semplicemente per conservarle, per motivi di sicurezza oppure per importarle su un altro computer.

Per visualizzare la lista delle chiavi presenti sul vostro computer vi basta eseguire tramite terminale:

# gpg --list-keys

/root/.gnupg/pubring.gpg
————————
pub   1024D/EE6E8046 2009-02-20
uid                 John Smith (My GPG key) <test@abc.com>
sub   2048g/AE3B1BD4 2009-02-20

pub   1024D/E4635BBE 2009-03-16
uid                  Juan Carlos (My first key) <gpg@abc.com>
sub   2048g/0AC353C2 2009-03-16

Selezionate il KeyID relativo alle chiavi delle quali volete effettuare il backup. In questo caso supponiamo sia EE6E8046.

Per effettuare il backup della vostra Chiave Publica key eseguite il seguente comando:

#  gpg -ao mypub.key --export EE6E8046

In questo modo verrà creato un file chiama “mypub.key” contenete il backup della vostra chiave pubblica.

Per effettuare il backup della vostra Chiave privata eseguite il seguente comando:

#  gpg -ao myprivate.key--export-secret-keys EE6E8046

In questo modo verrà creato un file chiama “myprivate.key” contenete il backup della vostra chiave privata.

Ora salvate questi due file (mypub.key e myprivate.key) su un floppy disk, CD o USB drive e riponeteli in un posto sicuro.


Ripristinare le vostre chiavi GPG

 

Per poter ripristinare su un computer il precedente backup delle chiavi, vi posizionate tramite terminale nella directory dove si trovano i due file (mypub.key e myprivate.key) di backup ed eseguite:

# gpg --import myprivate.key

gpg: key EE6E8046: secret key imported
gpg: key EE6E8046: public key “John Smith (My GPG key) <test@abc.com>” imported
gpg: Total number processed: 1
gpg:               imported: 1
gpg:       secret keys read: 1
gpg:   secret keys imported: 1

# gpg --import mypub.key

gpg: key EE6E8046: “John Smith (My GPG key) <test@abc.com>” not changed
gpg: Total number processed: 1
gpg:              unchanged: 1

# gpg --list-keys

/root/.gnupg/pubring.gpg
————————
pub   1024D/EE6E8046 2009-02-20
uid                  Bill Till (My GPG key) <test@abc.com>
sub   2048g/AE3B1BD4 2009-02-20

Le vostre chiavi sono state ripristinate con successo e potete continuare a usarle così come fate di solito.


Generare la chiave di revoca

 

L’utilità di questo passo sarà spiegata nel paragrafo successivo. Per ora assicuratevi di eseguire semplicemente il seguente comando:

# gpg --output myrevoke.key --gen-revoke  EE6E8046

e rispondete alle domande che vi vengono poste. Inserite la vostra passphrase quando richiesto. Una volta eseguito il comando si creerà il file “myrevoke.key” che dovete conservare in un posto sicuro preferibilmente su un floppy or a CD.


Revocare le chiavi GPG

 

Pregate di non aver bisogno di eseguire questo passo perchè altrimenti significherebbe che:

a) La vostra chiave privata è stata compromessa

b) Avete perso i backup delle chiavi

c) Avete dimenticato la vostra passphrase (password)

Ora supponiamo che vogliate revocare la vostra chiave. Questo significa che non potrete più usare questa chiave in futuro e volete mettere al corrente di ciò anche le persone su Internet.

Prima di tutto dobbiamo revocare la chiave localmente sul vostro computer:

# gpg --import myrevoke.key
Dove il file  “myrevoke.key” corrisponde a quello generato nel passo precedente.

Ora dobbiamo informare tutti su Internet che stiamo revocando questa chiave e che le persone non più usare questa chiave per inviarti messaggi. Ciò può essere fatto informado i keyserver così come sono stati informanti quando è stata creata una nuova chiave pubblica. Per inviare le informazioni di revoca al keyserver basta eseguire il seguente comando:

# gpg —send-keys –keyserver hkp://subkeys.pgp.net EE6E8046

Ora tutti coloro che proveranno a inviare un messaggio usando la vostra chiave che è stata revocata riceverà un messaggio.

Dopodiché è necessario aggiornare il databese del portachiavi GPG database in modo tale che contenga le ultime informazioni sulle chiavi.

Per farlo basta eseguire il seguente comando:

# gpg --refresh-keys --keyserver hkp://subkeys.pgp.net


Cancellare una chiave

 

Supponiamo che abbiate creato troppe chiavi nel fare delle prove con GPG e ora siete confusi con tutte quelle chiavi. Supponiamo che vogliate cancellare tutte le chiavi eccetto una.  Seguendo il procedimento potete cancellare le chiavi inutili:

# gpg --list-keys

/root/.gnupg/pubring.gpg
————————
pub   1024D/EE6E8046 2009-02-20
uid                 John Smith (My GPG key) <test@abc.com>
sub   2048g/AE3B1BD4 2009-02-20

pub   1024D/E4635BBE 2009-03-16
uid                  Juan Carlos (My first key) <gpg@abc.com>
sub   2048g/0AC353C2 2009-03-16

Selezionate la KeyID relativo alla chiave che volete cancellare. In questo caso supponiamo sia E4635BBE.

# gpg –delete-secret-and-public-key E4635BBE

Il comando seguente rimuove la chiave dal portachiavi pubblico e privato.  Per verificare che la chiave sia stata effettivamente rimossa:

# gpg --list-keys

/root/.gnupg/pubring.gpg
————————
pub   1024D/EE6E8046 2009-02-20
uid                 John Smith (My GPG key) <test@abc.com>
sub   2048g/AE3B1BD4 2009-02-20

In base all’output riportato possiamo vedere che la chiave relativa a “Juan Carlos” non è più presente.

Creare un repository PPA Launchpad

Posted by Ingalex | Posted in GUIDE | Posted on 28-12-2009

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Per poter creare un repository PPA Launchpad bisogna prima di tutto creare un account Launchpad a questo indirizzo.

Una volta creato il vostro account ed esservi loggati vi ritroverete di fronte ad un pannello nel quale vengono riportate diverse informazioni che potete editare in base alle vostre esigenze.

Fra le varie informazioni editabili riportate in questo pannello ci sono le lingue conosciute, il fuso orario, eventuali IRC nickname registrati, nomi registrati sulla Wiki di Ubuntu, chiavi SSH e Chiavi OpenPGP, codice di condotta di Ubuntu firmato.

Cliccando sulla voce “Change details” in alto a destra potete editare le informazioni relative al nome pubblico visualizzato sul profilo del vostro PPA, il nome identificativo del repository PPA e la descrizione del vostro PPA.

Per poter creare un nuovo PPA e iniziare a caricare i vostri sorgenti dovete prima aggiungere la vostra chiave OpenPGP. Per farlo dovete cliccare sull’icona tonda gialla che si trova accanto alla voce “OpenPGP keys” nella seconda colonna da sinistra.

Se non avete una vostra chiave OpenPGP dovete crearla. Per farlo potete fare riferimento a questa guida.

Una volta creata oppure se avete già una chiave OpenPGP eseguite tramite terminale:

gpg --fingerprint

In tal modo vi apparirà una schermata con una serie di informazioni relative alla vostra chiave:

pub 1024D/FA23B6D8 2009-01-26

Key fingerprint = CD64 A2C5 2486 190A 2BAA 0739 0E68 0FDA 187A CB52

Pingo Pallino (Description)

sub 2048g/ABCDEF12 2007-01-26

Copiate la stringa esadecimale riportata sotto la dicitura “Key fingerprint” nel form Figerprint nella pagina “Change your OpenPGP keys ” del PPA che avete precedentemente aperto. Poi cliccate su “Import key”

Verrà inviata nella vostra casella email una email criptata usando la vostra chiave. Per poterla visualizzare, a seconda del client email che utilizzate, dovete seguire le istruzioni riportate in questa guida.

Una volta visualizzata l’email, nella sezione criptata troverete un link sul quale dovete cliccare per verificare la vostra chiave.

Ora passiamo alla creazio del repository vero e proprio.

Cliccate su “Create a new PPA” e completate i form con le informazioni relative al:

  • nome del PPA che apparirà anche nell’url relativa al repository
  • nome del PPA mostrato nella pagina relativa al PPA
  • descrizione del vostro PPA

Poi cliccate su “Active”

In questo modo avrete creato il vostro repository PPA.  Nella prossima guida vedremo come caricare i sorgenti sul vostro repository PPA.

REPOFINDER SHELL VERSION

Posted by Ingalex | Posted in INSTALLARE SOFTWARE TRAMITE REPOSITORY | Posted on 28-12-2009

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Tipo Arch Nome Pacchetto Versione Download Dowloads Diretti
deb all repofinder 20091221 130
deb i386 repofinder 20091221 156
deb amd64 repofinder 20091221 111

 

Sono lieto di annurciarvi che è pronta la versione del Repofinder per Ubuntu Karmic Koala 9.10 utilizzabile tramite terminale. Ma vediamo insieme di cosa si tratta. Già da molto tempo è presente su questo sito una versione web del Repofinder. Il Repofinder non è altro che un motore di ricerca che ha lo scopo di trovare i repository contenenti determinati pacchetti che si vogliono installare. In tal modo si può evitare di inserire o attivare repository nella propria sources.list in maniera scriteriata. Quindi il Repofinder ci consente di aggiungere alle nostre sources.list il repository giusto al momento giusto.
E’ importante essere molto cauti nell’aggiungere repository non ufficiali perchè si può mettere a rischio la stabilità della vostra distribuzione. Sarebbe consigliato disattivare (commentare), dopo l’installazione/aggiornamento di alcuni pacchetti, i repository non ufficiali presenti nella sources.list.
Per installare il repofinder vi basta aggiungere i seguenti repository alla vostra sources.list:

deb http://www.sourceslist.eu/repo/ubuntu karmic main non-free

eseguendo da terminale la seguente riga di codice:

echo "deb http://www.sourceslist.eu/repo/ubuntu karmic main non-free" | sudo tee -a /etc/apt/sources.list

Autentificate il repository eseguendo:

sudo gpg --keyserver hkp://pgp.mit.edu --recv-keys FA088BA5 && sudo gpg --armor --export FA088BA5 | sudo apt-key add -

Poi installate il pacchetto eseguendo:

sudo apt-get update && sudo apt-get install repofinder

Per effettuare le ricerche vi basta eseguire:

repofinder <nome_pacchetto>

Per richiamare l’help vi basta eseguire:

repofinder -h

oppure

repofinder --help

Per farvi una idea sul funzionamento del repofinder, potete dare un’occhiata alla gif animata riportata qui di seguito, gentilmente creata da M4iden_Rul3z.

Ovviamente essendo solo una prima versione dello script, vi invito a segnalarmi eventuali bug e problemi affinché io possa cercare di risolverli.
In seguito ho intenzione di implementare la possibilità di cercare i repository non solo in base al nome del pacchetto, ma anche in base alla versione.
Inoltre sempre con la speciale collaborazione di M4iden_Rul3z stiamo cercando di realizzare anche una versione del Repofinder che consenta di effettuare ricerche tramite un’ interfaccia grafica in pyqt. Inoltre questa versione del Repofinder sarà correlata di una serie di funzioni avanzate per la gestione dei repository.

TABELLA SOURCES.LIST