COME FUNZIONA APT

Posted by Ingalex | Posted in GUIDE | Posted on 13-02-2009

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APT non è altro che l’acronimo di Advanced Packaging Tool e non è altro che un gestore di pacchetti da linea di comando che è divenuto uno standard nelle distribuzione Debian e sue derivate.

Ma cerchiamo di capire passo dopo passo come funziona APT.

Prima di tutto per capire il funzionamento di APT bisogna sapere cosa sono i repository.

Il termine “repository” può essere tradotto in italiano come “deposito” e non è altro che un archivio contenente una lista di pacchetti dal quale è possibile attingere per l’installazione di software in ambiente GNU/Linux.

Ogni distribuzione GNU/Linux ha i propri repository ufficiali (curati dal team di sviluppo) e non ufficiali (curati da persone esterne al team) ed essi possono essere sia locali (CD-ROM o DVD) oppure remoti (esempio i repository ufficiali raggiungibili via http o ftp).  (tratto da Linuxpedia)

La sources.list non è altro che un file di testo localizzata in /etc/apt/  e contenente un elenco di repository.

Le righe presenti nella sources.list possono essere commentate oppure no, cioè precedute dal simbolo “#” oppure no. Se la riga relativa ad un repository è commentata allora vuol dire che il relativo repository è stato disattivato dall’utente e pertanto non verra sfruttato da APT.

Il sistema di gestione dei pacchetti usa un suo database per tenere traccia di quali pacchetti sono installati, quali non lo sono e quali sono disponibili per l’installazione.  Il programma apt-get usa questo database per capire come installare i pacchetti richiesti dall’utente e per scoprire quali ulteriori pacchetti sono necessari per farli funzionare correttamente (dipendenze). (Tratto dai manuali http://www.debian.org)

Generalmente nei repository debian ci sono 3 file:

  1. Packages: non è altro che un file di testo contenente le informazioni relative ai singoli pacchetti contenuti nel repository (indice).  All’interno di questo file per ogni pacchetto presente nel repository vengono riportate le seguenti voci:
    • Package
    • Source
    • Priority
    • Section
    • Installed-Size
    • Maintainer
    • Architecture
    • Version
    • Recommends
    • Replaces
    • Suggests
    • Depends
    • Conflicts
    • Filename
    • Size
    • MD5sum
    • Description
  2. Packages.gz: non è altro che la versione compressa del file di testo Packages
  3. Release: è un file di testo che contiene le informazioni relative all’architettura, distribuzione linux, e versione per la quale il proprietario dei repository ha realizzato i pacchetti debian ivi presenti.

Ogni qualvolta eseguiamo il comando “sudo apt-get update” vengono scaricati i file Packages.gz presenti in tutti i repository inseriti nella sources.list.  I file Packages.gz vengono estratti e conservati nella cartella /var/lib/apt/lists.

Una volta scaricati questi file contenenti gli indici dei pacchetti disponibili nei repository, APT può confrontare le versioni dei pacchetti disponibili nei repository con le versioni dei pacchetti installati sulla vostra distro.

Se sono disponibili nei repository versioni più aggiornate dei pacchetti installati, APT vi propone l’aggiornamento che viene attuato quando eseguite il comando “sudo apt-get dist-upgrade”.

Ogni volta che eseguite l’aggiornamento della vostra distro oppure installare dei nuovi pacchetti (tramite “sudo apt-get install nomepacchetto) APT legge dal file di indice (Packages) presente in /var/lib/apt/lists/ la locazione nel pacchetto all’interno del repository (specificata dalla voce Filename).  Dopodichè APT scarica il pacchetto dalla locazione appena letta. Una volta che è stato scaricato il pacchetto, viene passato a dpkg che si occuperà di installarlo.

Inoltre un grosso vantaggio che si riscontra nell’uso di APT è che quando si installa un pacchetto non c’è bisogno di preoccuparsi delle dipendenze. Infatti come si vede tra le voci presenti nel file Packages vengono specificati eventuali pacchetti raccomandati, suggeriti,  da rimpiazzare, le dipendenze e i conflitti da risolvere. In questo modo APT può automaticamente risolvere i conflitti, soddisfare le dipendenze e suggerire l’installazione di pacchetti che possono risultare utili.

Info sources.list

Posted by Ingalex | Posted in GUIDE | Posted on 13-02-2009

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PERCHE’ USARE LE INGALEX SOURCES.LIST?

Posted by Ingalex | Posted in NOTIZIE | Posted on 13-02-2009

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Oggi voglio parlarvi dei vantaggi di cui si può godere con un uso corretto delle ingalex sources.list.

  • Reperibilità immediata dei programmi
    Sicuramente vi sarà capitato più di una volta di non trovare nei repository ufficiali di Ubuntu dei programmi/pacchetti che vi servivano ed esser stati costretti a effettuare delle ricerche in giro per la rete per trovare il repository che contenesse quei programmi/pacchetti.
    Nella Ingalex sources.list invece sono contenuti più di 180 repository contenenti praticamente quasi tutti i programmi che possono essere di una certa utilità per gli utenti.
  • Programmi/pacchetti sempre aggiornati
    I repository ufficiali di Ubuntu non sempre contengono l’ultima versione dei vari pacchetti debian. Tramite la ingalex sources.list è possibile avere sempre o quasi sempre l’ultima versione dei vari programmi.
    Ovviamente l’utente deve fare attenzione ai pacchetti che vengono aggiornati quando si esegue l’aggiornamento di sistema (sudo apt-get dist-upgrade), in quanto bisognerebbe evitare di aggiornare, tramite repository non ufficiali, il kernel e tutti quei pacchetti che costituiscono la base della vostra distro.
    I repository non ufficiali vanno utilizzati solo per installare o aggiornare dei software che non sono presenti nei repository ufficiali.
    Aggiornamenti scriteriati possono causare instabilità al sistema operativo, se non addirittura danneggiarlo.
  • Sources.list sempre aggiornate
    La ingalex sources.list fra i suoi tanti repository contiene anche il repository relativo a questo sito nel quale sono contenute le versioni debian delle varie sorces.list.
    Ogni qual volta vengono effettuate delle modifiche sulle sources.list vi basta effettuare l’aggiornamento del sistema (sudo apt-get dist-upgrade) o semplicemente aggiornare il pacchetto listaIngalex.
    In tal modo aggiornando il pacchetto listaIngalex verrà aggiornata anche la vostra sources.list.
  • Repository sempre ON
    I repository contenuti nelle ingalex sources.list vengono testati costantemente.
    I repository irraggiungibili per breve tempo vengono commentati (disattivati).
    I repository irraggiungibili per lungo tempo vengono eliminati dalle liste.
    In tal modo commentando/eliminando i repository irraggiungibili lo scaricamento degli indici ad opera di APT risulta più veloce. Ovviamente lo scaricamento dei soli repository ufficiali risulta essere più rapido rispetto allo scaricamento dei più di 180 repository contenuti nella ingalex sources.list.
    In oltre ogni qualvolta vengono reperiti nuovi repository vengono testati e inseriti in lista.
  • 1445 pacchetti in più
    In data odierna si può verificare che il numero dei pacchetti presenti nei repository ufficiali per quanto riguarda Ubuntu Intrepid Ibex è pari a  26274.  Mentre per quanto riguarda i repository contenuti nella ingalex sources.list si raggiungono i 27719. Una differenza di 1445 pacchetti.

Ora sta a voi ponderare i vantaggi e gli svantaggi e decidere se continuare ad utilizzare la souces.list standard oppure passare alla ingalex sources.list.

NASCE SOURCESLIST.NETSONS.ORG

Posted by Ingalex | Posted in NOTIZIE | Posted on 10-02-2009

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Sono lieto di annunciarvi che oggi nasce sourceslist.netsons.org il sito di riferimento per le sources.list contenenti i repository per le distribuzioni più note che fanno uso di APT. Il presente sito non è altro che una succursale del sito www.ingalex.netsons.org, solo che per una maggiore chiarezza e per facilitare la ricerca da parte degli utenti è dedicato interamente alle sources.list.

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